Dai nostri banchi di scuola.
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lunedì 21 marzo 2016
Oggi è la Giornata mondiale della poesia 2016
Anche quest'anno il 21 marzo ricorre la Giornata mondiale della poesia promossa dall'Unesco e perciò, per festeggiare e partecipare all'evento, anche noi lanciamo nell'etere qualche verso, non nostro, ma preso a prestito dai poeti che conosciamo.
Dai nostri banchi di scuola.
Dai nostri banchi di scuola.
martedì 1 marzo 2016
Oscar 2016: "Bear story" è il miglior corto animato
"Bear Story" è un cortometraggio animato di Gabriel Osorio Vargas.
venerdì 12 febbraio 2016
Alice e il gatto del Cheshire
| Gatto del Cheshire. |
| Gatto del Cheshire. |
I giochi gratuiti della Disney di Alice in the Wordland.
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domenica 7 febbraio 2016
La porta dell'Inferno, gli ignavi, il limbo...
Per me si va nella città dolente
per me si va nell'etterno dolore
per me si va tra la perduta gente.
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lunedì 18 gennaio 2016
Incredibile: la Divina Commedia in HD!
Ringraziamo sentitamente...
Il canale YouTube
"In questo canale verranno settimanalmente caricati dei video sui commenti, prose, approfondimenti e versi di tutti i canti della Divina Commedia. L'obiettivo puramente didattico è quello di diffondere la conoscenza dell'opera tramite mezzi multimediali che facilitano la comprensione dei versi. Questi video, che possono rilevarsi utili sia per gli studenti che per gli insegnanti, offrono l'opportunità non solo di conoscere, ma anche di appassionarsi e di approfondire il capolavoro di Dante Alighieri, la Divina Commedia".
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Ubicazione:
Gerusalemme, Israele
lunedì 14 dicembre 2015
Rebecca: colei che avvince con le sue grazie... Ma Becchina allora che fa?
Rebecca nella Bibbia è la moglie di Isacco, la madre dei gemelli Esaù e Giacobbe (quelli della primogenitura e del piatto di lenticchie) e la nipote di Abramo.
Perciò anche il nome Becca, derivando da Rebecca, deve per forza contenere in sé la stessa accezione.
E Becchina – il nome della donna amata da Cecco Angiolieri – cosa vorrà dire? Si tratta di un semplice diminutivo di Becca o vuol significare altro?
E poi, se Beatrice per Dante è colei che lo rende beato, allora cosa sarà Becchina per Cecco?
Sicuramente i sentimenti del poeta senese sono diversi da quelli provati da Dante. Come quelli esplicitati nel sonetto "Quando veggio Becchina corrucciata", in cui Cecco spiega come, di fronte alla di lei arrabbiatura, vorrebbe trovarsi da tutt'altra parte, tanto gli fa paura. Una paura tale che, se avesse coraggio, si potrebbe descrivere come quella che proverebbe un giovane apprendista tremante di fronte alla minaccia di una "palmata" educativa del maestro... Non vorrebbe mai essere nato piuttosto che provare tale afflizione e maledice...
Buona lettura!
Quando veggio Becchina corrucciata
di Cecco Angiolieri
Quando veggio Becchina corrucciata,
se io avesse allor cuor di leone,
sì tremarei com’un picciol garzone
quando ’l maestro gli vuol dar palmata.
L’anima mia vorrebbe esser non nata,
'nanzi ch’aver cotale afflizïone;
e maledico el punto e la stagione
che tanta pena mi fu destinata.
Ma s’io devesse darmi a lo nemico,
e’ si convien che io pur trovi la via
che io non temi el suo corruccio un fico.
Però, s’e’ non bastasse, io mi morrìa;
ond’io non celo, anzi palese ’l dico,
ch’io provarò tutta mia valentìa.
Per sapere di più su Becchina.
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poesia
Ubicazione:
53100 Siena SI, Italia
sabato 12 dicembre 2015
"Juana la Loca", Giovanna la Pazza
| Giovanna I di Castiglia |
Elegia a Donna Giovanna la pazza
di Federico García Lorca
Principessa amorosa senza essere corrisposta.
Garofano scarlatto in valle fonda e spoglia.
La tomba che ti serba stilla la tua tristezza
attraverso quegli occhi che ha aperto sopra il marmo.
Tu eri una colomba dall'anima gigante
il cui nido fu sangue di terra castigliana.
Diffondesti il tuo fuoco su un calice di neve
e al volerlo attizzare ti spezzasti le ali.
Sognavi che il tuo amore fosse come l'infante
che ti segue sommesso raccogliendo il tuo manto.
E anziché fiori, versi, e collane di perle
la Morte ti offrì rose appassite su un ramo.
Portavi sul tuo petto l’incredibile aurora
di Isabel de Segura, Melibea. Il tuo canto,
allodola che guarda spezzarsi l'orizzonte,
diventa d'improvviso monotono e amaro.
fa fremere il tuo grido i pilastri di Burgos.
Spossa la salmodia del coro certosino.
E si scontra con gli echi delle lente campane
perdendosi nell'ombra tremante e lacerato.
Avevi la passione che dà il cielo di Spagna.
Passione del pugnale, dell'occhiaia e del pianto.
Principessa divina del crepuscolo rosso,
con la rocca di ferro e d’acciaio il filato!
Non avesti mai un nido, afflitto madrigale,
né il liuto giullaresco che singhiozza lontano.
Fanciullo il tuo giullare, dalle squame d'argento
e un'eco di tromba il suo accento amoroso.
E tuttavia eri nata apposta per amare,
fatta per i sospiri, le carezze e i deliqui.
Per piangere tristezza appoggiata al petto amato
disfogliando una rosa d’odori tra le labbra.
Per guardare la luna ricamata sul fiume
sentir la nostalgia che il gregge trascina.
E guardare gli eterni giardini delle ombre.
Oh bruna principessa che dormi sotto il marmo!
Sono i tuoi occhi neri aperti nella luce?
O serpenti si avvinghiano sui tuoi seni spossati … ?
Quale fine i tuoi baci lanciati contro il vento?
Che fu della tristezza del tuo amore malnato?
Nello scrigno di piombo, fra le ossa del tuo scheletro,
il tuo cuore sarà andato in mille pezzi.
E Granada ti serba come una reliquia,
oh bruna principessa, che dormi sotto il marmo!
Eloisa e Giulietta furono due margherite
ma tu fosti un garofano scarlatto insanguinato
che venne dalla terra dorata di Castiglia
a dormire tra neve e casti cipressi.
Granada era il tuo letto di morte, Donna Juana,
i cipressi i tuoi ceri, la sierra il tuo retablo.
Un retablo di neve che calmi le tue ansie
e con l'acqua del Dauro che ti passa vicino!
Granada era il tuo letto di morte, Donna Juana,
quella di torri antiche e del giardino inquieto,
quella d’edera morta fissa sui muri rossi,
quella di nebbia azzurra e del mirto romantico.
Principessa amorosa e neanche corrisposta.
Garofano scarlatto in valle fonda e spoglia.
La tomba che ti serba stilla la tua tristezza
attraverso quegli occhi che ha aperto sopra il marmo.
Per approfondire...
Giovanna I di Castiglia era davvero pazza o fu vittima delle scelte sciagurate del marito e del padre?
di Federico García Lorca
Principessa amorosa senza essere corrisposta.
Garofano scarlatto in valle fonda e spoglia.
La tomba che ti serba stilla la tua tristezza
attraverso quegli occhi che ha aperto sopra il marmo.
Tu eri una colomba dall'anima gigante
il cui nido fu sangue di terra castigliana.
Diffondesti il tuo fuoco su un calice di neve
e al volerlo attizzare ti spezzasti le ali.
Sognavi che il tuo amore fosse come l'infante
che ti segue sommesso raccogliendo il tuo manto.
E anziché fiori, versi, e collane di perle
la Morte ti offrì rose appassite su un ramo.
Portavi sul tuo petto l’incredibile aurora
di Isabel de Segura, Melibea. Il tuo canto,
allodola che guarda spezzarsi l'orizzonte,
diventa d'improvviso monotono e amaro.
fa fremere il tuo grido i pilastri di Burgos.
Spossa la salmodia del coro certosino.
E si scontra con gli echi delle lente campane
perdendosi nell'ombra tremante e lacerato.
Avevi la passione che dà il cielo di Spagna.
Passione del pugnale, dell'occhiaia e del pianto.
Principessa divina del crepuscolo rosso,
con la rocca di ferro e d’acciaio il filato!
Non avesti mai un nido, afflitto madrigale,
né il liuto giullaresco che singhiozza lontano.
Fanciullo il tuo giullare, dalle squame d'argento
e un'eco di tromba il suo accento amoroso.
E tuttavia eri nata apposta per amare,
fatta per i sospiri, le carezze e i deliqui.
Per piangere tristezza appoggiata al petto amato
disfogliando una rosa d’odori tra le labbra.
Per guardare la luna ricamata sul fiume
sentir la nostalgia che il gregge trascina.
E guardare gli eterni giardini delle ombre.
Oh bruna principessa che dormi sotto il marmo!
Sono i tuoi occhi neri aperti nella luce?
O serpenti si avvinghiano sui tuoi seni spossati … ?
Quale fine i tuoi baci lanciati contro il vento?
Che fu della tristezza del tuo amore malnato?
Nello scrigno di piombo, fra le ossa del tuo scheletro,
il tuo cuore sarà andato in mille pezzi.
E Granada ti serba come una reliquia,
oh bruna principessa, che dormi sotto il marmo!
Eloisa e Giulietta furono due margherite
ma tu fosti un garofano scarlatto insanguinato
che venne dalla terra dorata di Castiglia
a dormire tra neve e casti cipressi.
Granada era il tuo letto di morte, Donna Juana,
i cipressi i tuoi ceri, la sierra il tuo retablo.
Un retablo di neve che calmi le tue ansie
e con l'acqua del Dauro che ti passa vicino!
Granada era il tuo letto di morte, Donna Juana,
quella di torri antiche e del giardino inquieto,
quella d’edera morta fissa sui muri rossi,
quella di nebbia azzurra e del mirto romantico.
Principessa amorosa e neanche corrisposta.
Garofano scarlatto in valle fonda e spoglia.
La tomba che ti serba stilla la tua tristezza
attraverso quegli occhi che ha aperto sopra il marmo.
Per approfondire...
Giovanna I di Castiglia era davvero pazza o fu vittima delle scelte sciagurate del marito e del padre?
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Ubicazione:
47100 Tordesillas, Valladolid, Spagna
lunedì 23 novembre 2015
Colei che rende beati...
Beatrice è un nome proprio di persona italiano femminile. Deriva dal latino Beatrix.
Per Wikipedia Beatrix ha origine "da beatus, "beato". Era comune fra i primi cristiani in virtù del suo significato, cioè "colei che rende felici", "che dà beatitudine", riferito alla beatitudine celeste e dell'anima. Alcune fonti propongono una derivazione originaria da Viatrix, il femminile di Viator che significa "viaggiatore"; secondo tali fonti, il nome sarebbe stato alterato in Beatrix per assonanza a beatus, con cui non sarebbe però collegato. Anche Viator e Viatrix erano nomi comuni fra i cristiani, per il significato collegato al pellegrinaggio. I due nomi vengono spesso confusi, come avviene nel caso di santa Viatrice, nota anche come Beatrice.
In Italia il nome, diffuso in tutto il Paese, ha sempre goduto di una certa popolarità grazie alla fama di Beatrice Portinari, la donna amata da Dante, e in parte di Beatrice Cenci, alla cui triste vicenda furono dedicate numerose opere letterarie di vasta diffusione, e ancora grazie al prestigio di numerose regine e nobili.
Negli anni più recenti l'ISTAT ne attesta la presenza tra i nomi più popolari per le nuove nate, con una posizione in classifica che oscilla tra il 18º e il 22º posto, vale a dire intorno all'1% delle neonate. In Inghilterra la forma Beatrix divenne più rara nel Medioevo, ma ritornò in auge nel XIX secolo".
"Beatrice", la voce completa
- su Wikipedia.
- su l'Enciclopedia dantesca, Treccani.
Curiosità
Esiste un corrispettivo maschile di Beatrice, ma si tratta di un nome comune usato solo eccezionalmente!
"beatóre
s.m. [der. di beare], letter. – Chi bea, chi rende beato. È di uso rarissimo; più com. il femm. Beatrice (v.)".
Per Wikipedia Beatrix ha origine "da beatus, "beato". Era comune fra i primi cristiani in virtù del suo significato, cioè "colei che rende felici", "che dà beatitudine", riferito alla beatitudine celeste e dell'anima. Alcune fonti propongono una derivazione originaria da Viatrix, il femminile di Viator che significa "viaggiatore"; secondo tali fonti, il nome sarebbe stato alterato in Beatrix per assonanza a beatus, con cui non sarebbe però collegato. Anche Viator e Viatrix erano nomi comuni fra i cristiani, per il significato collegato al pellegrinaggio. I due nomi vengono spesso confusi, come avviene nel caso di santa Viatrice, nota anche come Beatrice.
In Italia il nome, diffuso in tutto il Paese, ha sempre goduto di una certa popolarità grazie alla fama di Beatrice Portinari, la donna amata da Dante, e in parte di Beatrice Cenci, alla cui triste vicenda furono dedicate numerose opere letterarie di vasta diffusione, e ancora grazie al prestigio di numerose regine e nobili.
Negli anni più recenti l'ISTAT ne attesta la presenza tra i nomi più popolari per le nuove nate, con una posizione in classifica che oscilla tra il 18º e il 22º posto, vale a dire intorno all'1% delle neonate. In Inghilterra la forma Beatrix divenne più rara nel Medioevo, ma ritornò in auge nel XIX secolo".
"Beatrice", la voce completa
- su Wikipedia.
- su l'Enciclopedia dantesca, Treccani.
Curiosità
Esiste un corrispettivo maschile di Beatrice, ma si tratta di un nome comune usato solo eccezionalmente!
"beatóre
s.m. [der. di beare], letter. – Chi bea, chi rende beato. È di uso rarissimo; più com. il femm. Beatrice (v.)".
Che amore quello per Beatrice
Un sentito ringraziamento allo Zecchino d'oro per il video dedicato a Dante Alighieri e a Beatrice! Un video che può essere apprezzato da tutti senza riserve.
venerdì 6 novembre 2015
Shakespeare VS Dolce Stil Novo
Dopo trecento anni circa, William Shakespeare, il celeberrimo bardo inglese, si permette di prendere in giro gli imitatori degli stilnovisti e quel genere di poesia che loda la donna angelicata utilizzando paragoni divenuti oramai obsoleti e ripetitivi, scrivendo un sonetto davvero divertente:
Sonetto 130, "My mistress’ eyes are nothing like the sun…"
Gli occhi della mia donna non sono come il sole;
il corallo è più rosso del rosso delle sue labbra:
se la neve è bianca, allora il suo petto è grigio;
se i capelli sono filamenti, sulla sua testa crescono fili neri.
Ho visto rose damascate, e rosse, e bianche,
ma non ne vedo sulle sue guance;
e in certe fragranze c’è più delizia
che nel suo fiato.
Amo sentirla parlare, eppure so
che la musica ha un suono più lieto:
non ho mai visto camminare una dea
– la mia donna, quando cammina, calpesta il suolo:
ma, giuro, il mio amore è così raro
come raro è ciò che da falsi paragoni è sminuito.
Si tratta, in fondo, di vero amore.
Per approfondire:
lo strumento retorico usato è quello dell'ironia, così come ci spiega Andrea Tarabbia nell'articolo "L’ironia di Shakespeare e la sua fidanzata brutta".
Sonetto 130, "My mistress’ eyes are nothing like the sun…"
Gli occhi della mia donna non sono come il sole;
il corallo è più rosso del rosso delle sue labbra:
se la neve è bianca, allora il suo petto è grigio;
se i capelli sono filamenti, sulla sua testa crescono fili neri.
Ho visto rose damascate, e rosse, e bianche,
ma non ne vedo sulle sue guance;
e in certe fragranze c’è più delizia
che nel suo fiato.
Amo sentirla parlare, eppure so
che la musica ha un suono più lieto:
non ho mai visto camminare una dea
– la mia donna, quando cammina, calpesta il suolo:
ma, giuro, il mio amore è così raro
come raro è ciò che da falsi paragoni è sminuito.
Si tratta, in fondo, di vero amore.
Per approfondire:
lo strumento retorico usato è quello dell'ironia, così come ci spiega Andrea Tarabbia nell'articolo "L’ironia di Shakespeare e la sua fidanzata brutta".
lunedì 26 ottobre 2015
"2001: A Space Odyssey". Questa sera Kubrik è ospite di Iris
Due ore e quaranta minuti di ottima pellicola. Si tratta di "2001: A Space Odyssey", ossia "2001: Odissea nello spazio", uno dei capolavori di Stanley Kubrick, il regista che non ha mai sbagliato un film ma che ha fatto impazzire chiunque lavorasse con lui a causa della sua pignoleria estrema, sintomo del suo eccessivo perfezionismo. Un film del 1968 che non invecchia mai e che ha aperto la strada a nuove visioni della fantascienza, da allora già non più considerata un genere minore, ma un pretesto eccellente per affrontare temi filosofici, teologici, esistenziali.
Scheda del film, Morandini.
Scheda del film, Morandini.
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mercoledì 2 settembre 2015
Settembre è arrivato e tra pochi giorni inizia la scuola...
Ed è questa l'occasione per ricordare quali sono i nostri compiti delle vacanze (16 giugno 2015).
Per chi si sente ancora confuso e privo di punti di riferimento, si consiglia il link alla pagina http://secondatp.blogspot.it/2015/06/meno-male-ecco-i-compiti-delle-vacanze.html.
Puntualizziamo che i testi (TEMI) da scrivere sono tre:
- il primo è libero
- il secondo è a scelta tra questi due titoli "Racconto dalla spiaggia" o "Racconto della spiaggia"
- il terzo... per chi non ricorda, o era assente, riguarda la "Casa dell'accoglienza" della nostra città; per chi si trova in difficoltà con l'argomento, l'alternativa è... scrivere in prima persona un testo narrativo in cui si tratti dell'estate (fantastico o verosimile).
Per aiuto, spiegazioni o suggerimenti contatattatemi tramite la mia mail personale e non usate Moodle (vi spiegherò).
A presto
ProfC
Per chi si sente ancora confuso e privo di punti di riferimento, si consiglia il link alla pagina http://secondatp.blogspot.it/2015/06/meno-male-ecco-i-compiti-delle-vacanze.html.
Puntualizziamo che i testi (TEMI) da scrivere sono tre:
- il primo è libero
- il secondo è a scelta tra questi due titoli "Racconto dalla spiaggia" o "Racconto della spiaggia"
- il terzo... per chi non ricorda, o era assente, riguarda la "Casa dell'accoglienza" della nostra città; per chi si trova in difficoltà con l'argomento, l'alternativa è... scrivere in prima persona un testo narrativo in cui si tratti dell'estate (fantastico o verosimile).
Per aiuto, spiegazioni o suggerimenti contatattatemi tramite la mia mail personale e non usate Moodle (vi spiegherò).
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martedì 30 giugno 2015
I consigli di lettura per l'estate 2015
Per chi in spiaggia o in piscina si trova in difficoltà perché non sa che cosa leggere –visto che i libri offerti in libreria o quelli su Amazon sono troppi –, aggiorniamo le nostre proposte di lettura per ragazzi, indicando alcuni libri di recente pubblicazione:
“Abarat”, Clive Barker, Sonzogno.
“Cècile : il futuro è per tutti”, Marie–Aude Murail. Rizzoli.
“Due ali per un regno”, Clive Woodall, Fanucci.
“Extraterrestre alla pari”, Pitzorno, Einaudi.
“Fuori dal guscio” , Jerry Spinelli, Mondadori.
“I cinque guardiani: il varco del corvo”, Anthony Horowitz, Mondadori.
“Il piccolo popolo dei grandi magazzini”, Terry Pratchett, Tea.
“I tre moschettieri”, Alexandre Dumas. Gruppo editoriale, L'Espresso.
“La battaglia d'inverno”, Jean-Claude Mourlevat, Fabbri
“La casa delle vacanze”, Clive Barker, Fabbri.
“L'anello di fuoco”, Pierdomenico Baccalario. Piemme junior.
“La battaglia d'inverno”, Jean-Claude Mourlevat, Fabbri.
“La chiave segreta per l'universo”, Lucy & Stephen Hawking, Mondadori.
“La danza del mare “, Dia Calhoun, Fabbri.
“La grande avventura”, Robert Westall, Piemme.
“La figlia della luna”, Margaret Mahy. Mondadori.
“La lotta per la vita”, Jack London, Cargo. “La magia del lupo”, Michelle Paver, Mondadori.
“La porta del Tempo”, Ulysses Moore, Piemme junior .
“Le avventure di Tom Sawyer “, Mark Twain, Mondadori.
“Linus Hoppe contro il destino”, Anne-Laure Bondoux, Giunti.
“L'intrepida Tiffany e i piccoli uomini liberi”, Terry Pratchett, A. Mondadori.
“L'inventore di giochi”, Pablo De Santis.
“Moby Dick, ovvero La balena bianca”, Herman Melville, Mursia.
“Resta dove sei & poi vai”, John Boyne, Rizzoli.
“Sangue blu”, Melissa De la Cruz, Fanucci.
“Se il diavolo porta il cappello”, Fabrizio Silei, Salani.
“Storia di Malala”, Viviana Mazza, Mondadori.
“Sganciando la luna dal cielo”, Gregory Hughes, Feltrinelli.
“Stelle di Cannella”, Helga Schneider, Salani.
“Streghetta mia”, Pitzorno. Einaudi.
“Super”, Matthew Cody, Mondadori.
Rimandiamo anche ai precedenti consigli di lettura, che indicano anche i Classici.
E per gli audiolibri:
Ad alta voce
Loescher-Emons (solo alcuni capitoli)
www.classicipodcast.it
Libri di lettura
www.liberliber.it
Manybooks (solo sezione in italiano)
In aggiornamento.
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giovedì 14 maggio 2015
Il nostro presidente Mattarella al Salone del libro: i libri e la libertà
Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha oggi inaugurato il Salone internazionale del libro di Torino, l'importante manifestazione dedicata al libro e alla lettura, giunta quest'anno alla sua ventottesima edizione. Nel suo discorso, il Presidente ha sottolineato come i libri siano fondamentali per noi esseri umani e come ci rendano davvero liberi.
"Fare cultura vuol dire, appunto, mettere in relazione. Conoscere e crescere insieme. Fare rete. E, ovviamente, trovare le bussole. Che sono i significati, la vista sull'orizzonte. Trovo sempre più giusto associare i libri alla libertà. Più libri, più liberi. Nella lingua latina le due parole si sovrapponevano perfettamente: liber. Potremmo dire che gli antichi sono stati lungimiranti: quanti regimi autoritari hanno poi fatto roghi di libri per reprimere la libertà e stringere le catene sugli uomini! Tuttavia, resta nel nostro tempo il grande tema di come allargare ancora gli spazi di libertà, senza comprimere ma al contrario, includendo quella degli altri". Parole da scolpire sulla pietra.
Leggi tutto il discorso del Presidente.
Video e articolo di Rai News
Salone del libro, Mattarella: "Il sapere è valore democratico"
"Fare cultura vuol dire, appunto, mettere in relazione. Conoscere e crescere insieme. Fare rete. E, ovviamente, trovare le bussole. Che sono i significati, la vista sull'orizzonte. Trovo sempre più giusto associare i libri alla libertà. Più libri, più liberi. Nella lingua latina le due parole si sovrapponevano perfettamente: liber. Potremmo dire che gli antichi sono stati lungimiranti: quanti regimi autoritari hanno poi fatto roghi di libri per reprimere la libertà e stringere le catene sugli uomini! Tuttavia, resta nel nostro tempo il grande tema di come allargare ancora gli spazi di libertà, senza comprimere ma al contrario, includendo quella degli altri". Parole da scolpire sulla pietra.
Leggi tutto il discorso del Presidente.
Video e articolo di Rai News
Salone del libro, Mattarella: "Il sapere è valore democratico"
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lunedì 11 maggio 2015
750° di Dante: Benigni festeggia l'Alighieri al Senato italiano
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venerdì 8 maggio 2015
750 anni sono tanti!
È assurdo. È inaccettabile.
Ci deve essere un qualche errore. Una mattina uno si sveglia e scopre l'impossibile.
Che cosa c'è di così importante che riguarda la Letteratura italiana, che sta accadendo proprio in questo ultimo mese, di cui non sapevamo nulla fino a qualche giorno fa?
Ebbene, andiamo al dunque.
Abbiamo consultato personalmente tutti gli archivi per verificare la notizia che ci è stata data da qualche sporadico organo d'informazione, mentre noi eravamo distratti dal nostro banale e semplice vivere quotidiano di provincia. Alla fine abbiamo riconosciuto che la cosa era vera e ci siamo detti: basta fare due conti, due. Ci troviamo nel 2015, nel maggio 2015, e la cosa è certa: sono trascorsi più di settecento anni – settecentocinquanta anni, per la precisione – dalla nascita di... di... Di chi? Come "di chi"? Del sommo poeta. Il poeta "sommo", sommo significa "massimo".
Riflettiamo: qual è l'autore più importante della nostra letteratura? Senza dubbio non ci resta che rispondere: Dante, il nostro Dante Alighieri, nato tra il 22 maggio e il 13 giugno dell'Anno domini 1265. Un poeta che è vissuto tanti secoli fa, ma che sentiamo ancora... tra di noi, come se fosse un vero e proprio nostro contemporaneo.
E tutto ciò – con la consapevolezza che ne deriva – ci toglie il fiato.
Allora non ci resta che omaggiare il grande, immaginifico e, soprattutto, "universale" scrittore, con un semplice video – da noi realizzato – per festeggiare il suo compleanno, a distanza di sette secoli e dieci lustri. Precisamente.
Auguri.
Ci deve essere un qualche errore. Una mattina uno si sveglia e scopre l'impossibile.
Che cosa c'è di così importante che riguarda la Letteratura italiana, che sta accadendo proprio in questo ultimo mese, di cui non sapevamo nulla fino a qualche giorno fa?
Ebbene, andiamo al dunque.
Abbiamo consultato personalmente tutti gli archivi per verificare la notizia che ci è stata data da qualche sporadico organo d'informazione, mentre noi eravamo distratti dal nostro banale e semplice vivere quotidiano di provincia. Alla fine abbiamo riconosciuto che la cosa era vera e ci siamo detti: basta fare due conti, due. Ci troviamo nel 2015, nel maggio 2015, e la cosa è certa: sono trascorsi più di settecento anni – settecentocinquanta anni, per la precisione – dalla nascita di... di... Di chi? Come "di chi"? Del sommo poeta. Il poeta "sommo", sommo significa "massimo".
Riflettiamo: qual è l'autore più importante della nostra letteratura? Senza dubbio non ci resta che rispondere: Dante, il nostro Dante Alighieri, nato tra il 22 maggio e il 13 giugno dell'Anno domini 1265. Un poeta che è vissuto tanti secoli fa, ma che sentiamo ancora... tra di noi, come se fosse un vero e proprio nostro contemporaneo.
E tutto ciò – con la consapevolezza che ne deriva – ci toglie il fiato.
Allora non ci resta che omaggiare il grande, immaginifico e, soprattutto, "universale" scrittore, con un semplice video – da noi realizzato – per festeggiare il suo compleanno, a distanza di sette secoli e dieci lustri. Precisamente.
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Ubicazione:
Firenze, Italia
domenica 23 novembre 2014
Audiolibri in pillole
Per leggere ascoltando...
Un'introduzione di Pino Insegno, artista dalla celebre voce
"Libri… ma in formato audio. Integrali, letti dagli autori stessi o da grandi attori. Questa è la produzione della Casa editrice Emons Audiolibri, che crede nella forza del racconto e invita a riscoprirne il fascino attraverso la lettura seducente, ad alta voce. Qui proponiamo una selezione di 34 brani relativi a titoli particolarmente adatti agli studenti della scuola secondaria".
E qui un breve brano tratto da "Ulisse color del vino", letto da Giulio Scarpati.
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venerdì 14 novembre 2014
I grandi nomi: Dante
Un grande servizio della Rai (Rainet) per la scuola, i BIGnomi - cento video per ripassare i principali autori e argomenti della letteratura, della storia e, in generale, della cultura, da un'idea di Giovanni Benincasa - ci propone un'introduzione a Dante, interpretata mirabilmente da Enzo Iacchetti.
Apprezziamo ed esprimiamo il nostro plauso!!! Grazie, bravissimi!!!
Dante Alighieri: il link.
Apprezziamo ed esprimiamo il nostro plauso!!! Grazie, bravissimi!!!
Dante Alighieri: il link.
venerdì 7 novembre 2014
Sospira.
"Tanto, gentile e tanto onesta pare"
Lettura del sonetto di Dante di Giorgio Albertazzi, da "Vita di Dante" di Cottafavi, del 1965.
Il sonetto interpretato da Carmelo Bene in "Lectura Dantis per voce solista", 1981.
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